NORMATIVA E DOCUMENTAZIONE MIFID


Il 1º novembre 2007 è entrata in vigore la Direttiva 2004/39/CE relativa ai mercati degli strumenti finanziari, meglio nota come Mifid (Market in Financial Instruments Directive).

Tale Direttiva (completata ed integrata con la normativa di secondo livello, rappresentata dalla Direttiva 2006/73/CE e dal Regolamento 1287/2006, che contengono regole più precise e misure tecniche per l'implementazione dei principi generali del Mifid) nasce a seguito dell'evoluzione del mercato finanziario europeo, dell'aumento del numero degli investitori e della complessità della gamma di servizi e strumenti ed ha come obiettivi la tutela degli investitori, l'integrità dei mercati, il rafforzamento dei meccanismi concorrenziali, l'efficienza dei mercati ed il rafforzamento dei sistemi di governance degli intermediari.

La nuova Direttiva rappresenta quindi il primo passo verso la realizzazione di un mercato unico europeo dei servizi finanziari, basato sull'uniformità di questi servizi e su regole di condotta comuni da parte delle banche e degli intermediari. Questo comporterà dei vantaggi per la clientela, specialmente in termini di: maggiore concorrenza, maggiore trasparenza, prezzi più bassi, tempi più veloci, informazioni più comprensibili.

Le novità introdotte dalla nuova Direttiva europea sui mercati degli strumenti finanziari sono molteplici ed impattano sia gli intermediari che i mercati finanziari; qui di seguito si riporta un elenco sintetico di tali cambiamenti:

  • viene introdotto un nuovo sistema di classificazione della clientela, la quale viene ora suddivisa in tre distinte categorie: "cliente al dettaglio", "cliente professionale" e "controparte qualificata"
    a seguito dell'introduzione di nuovi obblighi di trasparenza verso il pubblico, l'intermediario è tenuto ad informare l'investitore in tempo utile, prima della prestazione del servizio, su una serie di aspetti che riguardano: l'impresa di investimento e i suoi servizi, le caratteristiche e i rischi degli strumenti finanziari che si acquisteranno, i costi e gli oneri connessi al servizio offerto. Ulteriori informazioni verranno fornite dopo la prestazione del servizio, attraverso la rendicontazione sui servizi prestati
  • vengono richieste all'investitore una serie di informazioni riguardanti la sua conoscenza ed esperienza finanziaria, la sua situazione patrimoniale ed i suoi obiettivi di investimento, affinché l'intermediario possa correttamente determinare il tipo di servizio di investimento che può essere fornito dall'intermediario stesso (viene introdotta la cosiddetta valutazione di adeguatezza e di appropriatezza dell'operazione o servizio richiesto o offerto)
  • il cliente può richiedere all'intermediario il servizio di mera esecuzione degli ordini, la cosiddetta "execution only", solo per gli strumenti finanziari non complessi e nel rispetto di determinate condizioni previste dalla normativa di riferimento
  • l'intermediario deve comunque garantire per ogni ordine del cliente il raggiungimento del migliore risultato possibile nell'esecuzione dell'ordine di acquisto o di vendita (la cosiddetta "best execution") vengono riconosciuti nuovi mercati ("trading venues") diversi dalle borse, su cui effettuare le negoziazioni dei titoli: oltre ai mercati regolamentati, infatti, sono previsti i sistemi multilaterali di negoziazione e gli internalizzatori sistematici
  • è stato abolito l'obbligo di concentrazione degli scambi nei mercati regolamentati: le negoziazioni dei titoli non devono più obbligatoriamente avvenire nei soli mercati regolamentati. Gli intermediari, infatti, hanno ora la possibilità di eseguire gli ordini dei clienti non solo sui mercati regolamentati, ma anche nei nuovi luoghi di scambio (es. sistemi multilaterali di negoziazione ed internalizzatori sistematici)
  • la consulenza finanziaria diventa un servizio di investimento vero e proprio e per tanto soggetta ad autorizzazione da parte dell'Autorità di Vigilanza
  • l'attività di studi e ricerche diventa un servizio accessorio a quello di investimento e la divulgazione dei risultati deve rispettare delle regole ben precise
  • le comunicazioni pubblicitarie e promozionali (marketing) sui prodotti offerti devono essere chiaramente identificabili come tali e devono essere corrette, chiare, non fuorvianti e senza generare false aspettative
  • viene introdotta una nuova disciplina in materia di conflitti di interesse (quando l'intermediario ha un interesse proprio, o è portatore di interessi di terzi, in contrasto con quelli del cliente): la nuova disciplina prevede la necessità di informare il cliente, fra le altre cose, delle circostanze che generano o potrebbero generare un conflitto di interesse e delle procedure seguite e le misure adottate per gestire tali conflitti
  • viene introdotta una specifica disciplina sugli incentivi (compensi, commissioni o prestazioni non monetarie) che prevede, tra l'altro, l'obbligo per l'intermediario di segnalare al cliente gli eventuali incentivi percepiti da terze parti nel fornire il servizio di investimento
  • vengono introdotti nuovi principi generali in tema di organizzazione e sistema dei controlli, affinché l'intermediario fornisca i propri servizi in modo onesto, equo e professionale
Per ulteriori definizioni o approfondimenti sui contenuti della direttiva Mifid è possibile consultare l'apposito Glossario.

Per ottenere le informazioni relative ai servizi di investimento offerti da Zenit SGR è possibile consultare l'apposita documentazione.